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12 febbraio 2018

I bambini che sentono poco si stancano prima

Da uno studio condotto dall’Università Vanderbilt di Nashville e pubblicato su American Journal of Audiology è emerso che i bambini che convivono con problemi uditivi tendono a stancarsi più facilmente.
Lo studio è stato condotto su un campione di 103 bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni (60 interessati da difficoltà uditive e 43 normoudenti) ed è emerso appunto che la stanchezza dei bambini con problemi all’udito fosse spesso più accentuata rispetto a quella dei coetanei appartenenti all’altra categoria.
Il bambino ipoacusico tende a far maggiore fatica a comprendere e a capire; deve impegnare più energie per seguire le lezioni, per conversare con gli amici, per ascoltare la musica ed orientarsi nel mondo decifrando la grande quantità di suoni e rumori presenti. Perciò la sua stanchezza risulta superiore.
Benjamin Y. Hornsby, uno dei professionisti coinvolti nella ricerca, ha sottolineato come questo possa avere ripercussioni negative sull’andamento scolastico e sulla sfera personale del bimbo e quindi non deve assolutamente essere sottovalutato.
E’ molto importante, ad esempio, informare gli insegnanti chiedendo ancora più attenzione e sensibilità: è utile procedere nelle spiegazioni con maggior lentezza, ripetendosi se necessario, oppure fornendo le cosiddette “pause all’ascolto”, utilissime ai bambini che hanno dei problemi uditivi.
E’ fondamentale che i bambini sordi abbiano accesso alle stesse informazioni e alle stesse possibilità di crescita e sviluppo di tutti gli altri bambini: per questo vi consigliamo la lettura di un articolo che descrive quali strategie applicare per una corretta inclusione.

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