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23 marzo 2017

Ipoacusia e Declino Cognitivo: i problemi di udito aumentano il rischio di demenza

Da alcuni anni la comunità scientifica internazionale sta studiando il legame tra ipoacusia e riduzione delle capacità cognitive, ritenendo che un trattamento efficace dei disturbi dell’udito possa aiutare a prevenire il declino cognitivo.

L’opinione comune è che l’abbassamento dell’udito sia una semplice conseguenza dell’invecchiamento. Certo in età avanzata un decadimento fisiologico può riguardare sia le capacità uditive che le abilità cognitive ma studi recenti mostrano come la sordità possa direttamente influire negativamente sulla salute del cervello.

Numerosi studi scientifici dimostrano un collegamento tra sordità e problemi cognitivi.

Gli anziani che soffrono di ipoacusia moderata hanno il 24% di probabilità in più rispetto a coetanei normoudenti, di compromettere le proprie abilità cognitive tra cui attenzione, concentrazione, memoria e capacità di pianificazione.

Un deficit moderato dell’udito può aumentare di tre volte il rischio di sviluppare una demenza probabilmente a causa di un eccessivo stress esercitato sul cervello dal continuo sforzo dovuto all’abbassamento dell’udito. In condizioni normali il cervello riceve i segnali acustici e li codifica senza sforzi; quando invece i segnali sono deboli o incompleti il cervello fatica a trovare un senso a ciò che sente. Questo porta un sovraccarico di lavoro continuo che può causare cefalee e stanchezza diffusa.

Un’ altra ipotesi considera come la perdita di udito possa modificare la struttura del cervello, causando problemi cognitivi.

Inoltre l’isolamento sociale e la riduzione di autonomia, conseguenze frequenti della sordità, possono contribuire allo sviluppo di questi disturbi.

Le patologie legate all’avanzamento dell’età, come la demenza e la perdita di abilità cognitive, costituiscono un tema di grande attualità e rappresentano un grosso problema per la società, sia dal punto di vista della salute delle persone, sia per il loro impatto economico sui sistemi sanitari.

Perciò è indispensabile intervenire il più presto possibile per ristabilire un ascolto chiaro e riposante che possa dare al cervello uno stimolo corretto, più facile da interpretare ed elaborare.

Effettuare un esame audiometrico appena ci si accorge di sentire poco, o anche solo per assicurarsi della salute del proprio udito, diventa quindi il primo passo per una corretta prevenzione.